Andamento risposta in frequenza
Inviato: gio 18 giu 2026, 10:08
Apro questo argomento per chiarire un aspetto che può essere frainteso.
Se osservate il manuale d’uso dell’SC-I postato da Alessio noterete che (al pari degli altri modelli della serie “Signature collection”) veniva dichiarata una risposta in frequenza entro +- 1.5dB ovvero entro un range di 3dB. La risposta pubblicata sul manuale rientra effettivamente in questo range.
Sulla SM-I (di cui gentilmente Alfredo “soccalf” mi ha fotocopiato il manuale) si arrivava addirittura a dichiarare un +- 1dB ovvero un range di soli 2dB.
Quanto c’è di vero in questo ?
Temo poco. Sono propenso a credere che alcuni (rari) esemplari effettivamente rientrassero in questo ristrettissimo range ma si dichiarava questo apice occasionale come la normalità raggiunta…cosa che invece era distante dal vero.
Da quanto ho potuto strumentalmente rilevare sulla mia singola SC-I la risposta è entro +-2 dB (quindi entro un range effettivo di 4 dB) e ciò è perfettamente in linea con quanto rilevato da Stereophile all’epoca.
Sui due esemplari di SM-I di Alfredo ho rilevato un +-2,5dB su uno e ad un +-3dB sull’altro (quindi un range di 6dB…che è comunque ottimo rispetto a tutto ciò che offre il mercato) mentre la risposta pubblicata sul manuale SM-I è invece entro un range di +-1,5dB evidenziando quindi che il range +-1dB dichiarato era una boutade pubblicitaria per destare interesse agli studi di registrazione.
Ora la leggera maggiore ondulazione su una ristretta banda di frequenze (mi riferisco alle risposte non filtrate) non la riscontro personalmente come udibile, lo diventa invece se tale ondulazione la si rileva anche sulla risposta filtrata ad 1/3 o ad 1/1 di ottava.
Personalmente (dal momento che non ho una ditta da mantenere…) sui vari modelli Phased ho preferito l’approccio opposto ovvero il più sincero e trasparente possibile dichiarando la risposta non filtrata entro un massimo range di +-3dB per essere certo che il 100% dei diffusori rientrino in questo range anche se ciò che normalmente rilevo (basta osservare una risposta tra quelle non filtrate pubblicate sul mio sito) è di +-2dB esattamente come capita sui Dunlavy nelle migliori condizioni rilevate. A differenza di Dunlavy (che comunque riteneva importante questo aspetto) cerco di ottimizzare entro un range di 1dB la risposta in frequenza filtrata a 1/1 di ottava avendone riscontrato una certa influenza all’ascolto.
Ci sono poi aspetti che hanno a che fare con le “problematiche sfuggevoli” e che influiscono all’ascolto pur non essendo evidenziate da variazioni di risposta in frequenza.
Tra queste rientrano il fissaggio del crossover, il fissaggio del feltro, il piedistallo impiegato etc etc…
Sia sulla modalità di fissaggio del feltro che sul piedistallo adottato (ora in legno) c’è stato un ulteriore passo avanti rispetto al risultato ascoltato al recente meeting ravennate.
A seguito la risposta in frequenza pubblicata sul manuale degli SM-I mentre potete osservare i rilievi che ho effettuato sul medesimo diffusore qui
Se osservate il manuale d’uso dell’SC-I postato da Alessio noterete che (al pari degli altri modelli della serie “Signature collection”) veniva dichiarata una risposta in frequenza entro +- 1.5dB ovvero entro un range di 3dB. La risposta pubblicata sul manuale rientra effettivamente in questo range.
Sulla SM-I (di cui gentilmente Alfredo “soccalf” mi ha fotocopiato il manuale) si arrivava addirittura a dichiarare un +- 1dB ovvero un range di soli 2dB.
Quanto c’è di vero in questo ?
Temo poco. Sono propenso a credere che alcuni (rari) esemplari effettivamente rientrassero in questo ristrettissimo range ma si dichiarava questo apice occasionale come la normalità raggiunta…cosa che invece era distante dal vero.
Da quanto ho potuto strumentalmente rilevare sulla mia singola SC-I la risposta è entro +-2 dB (quindi entro un range effettivo di 4 dB) e ciò è perfettamente in linea con quanto rilevato da Stereophile all’epoca.
Sui due esemplari di SM-I di Alfredo ho rilevato un +-2,5dB su uno e ad un +-3dB sull’altro (quindi un range di 6dB…che è comunque ottimo rispetto a tutto ciò che offre il mercato) mentre la risposta pubblicata sul manuale SM-I è invece entro un range di +-1,5dB evidenziando quindi che il range +-1dB dichiarato era una boutade pubblicitaria per destare interesse agli studi di registrazione.
Ora la leggera maggiore ondulazione su una ristretta banda di frequenze (mi riferisco alle risposte non filtrate) non la riscontro personalmente come udibile, lo diventa invece se tale ondulazione la si rileva anche sulla risposta filtrata ad 1/3 o ad 1/1 di ottava.
Personalmente (dal momento che non ho una ditta da mantenere…) sui vari modelli Phased ho preferito l’approccio opposto ovvero il più sincero e trasparente possibile dichiarando la risposta non filtrata entro un massimo range di +-3dB per essere certo che il 100% dei diffusori rientrino in questo range anche se ciò che normalmente rilevo (basta osservare una risposta tra quelle non filtrate pubblicate sul mio sito) è di +-2dB esattamente come capita sui Dunlavy nelle migliori condizioni rilevate. A differenza di Dunlavy (che comunque riteneva importante questo aspetto) cerco di ottimizzare entro un range di 1dB la risposta in frequenza filtrata a 1/1 di ottava avendone riscontrato una certa influenza all’ascolto.
Ci sono poi aspetti che hanno a che fare con le “problematiche sfuggevoli” e che influiscono all’ascolto pur non essendo evidenziate da variazioni di risposta in frequenza.
Tra queste rientrano il fissaggio del crossover, il fissaggio del feltro, il piedistallo impiegato etc etc…
Sia sulla modalità di fissaggio del feltro che sul piedistallo adottato (ora in legno) c’è stato un ulteriore passo avanti rispetto al risultato ascoltato al recente meeting ravennate.
A seguito la risposta in frequenza pubblicata sul manuale degli SM-I mentre potete osservare i rilievi che ho effettuato sul medesimo diffusore qui