Mi sembra quasi dovuto un editoriale dedicato a questo grande del passato che passò totalmente in sordina nel Belpaese all’epoca. Dopo più di quarant’anni di passione ed approfondimento sulle cause che determinano le qualità di un sistema di riproduzione audio non sono molti i progettisti audio a cui devo ringraziamenti e pensavo, dopo più di trent’anni di Grundig, di non avere più nulla di fronte al quale stupirmi.
Quanto sono stato felice di sbagliarmi!
Sul numero di Novembre di Audio Review (n.480) spenderò i miei primi “due cents” per ringraziare questo genio di nome John Dunlavy testando il diffusore che ha causato una sorta di “tsunami” nei miei confronti facendomi riacquisire un forte interesse per la correttezza temporale di emissione che avevo da tempo abbandonato. Iniziai il mio percorso in gioventù con i B&W DM6 e poi con i Quad ESL63, due diffusori ad emissione temporalmente corretta. Poi incontrai Grundig e per trenta e più anni ho apprezzato (e apprezzo ancora) i loro diffusori. Qualcosa avevo acquisito ma qualcosa avevo anche perduto in questo passaggio. Mi ci è voluto un diffusore (un SC-I AV singolo per giunta) prodotto venticinque anni fa da questo signore che non è più tra noi dal 2007 per risvegliare la mia curiosità.
Nei DM6 non c’era la coerenza d’immagine che un MTM permette di costruire e sui Quad ESL63 (che sono a loro volta degli MTM verticali) a fronte della necessità di doverle inclinare verso le orecchie a causa della direttività molto spinta della gamma alta, sembrava sempre di ascoltare attraverso due finestroni. Ma quando tolsi le ESL63 qualcosa sentivo di avere perso e in più di una occasione le ho ricomprate ma, sia per la direttività che per la carenza di omogeneità in gamma medio bassa dovuta all’emissione a dipolo, poi le rivendevo sempre. Solo con i Dunlavy sono riuscito a prendere capra e cavoli e quindi tanto di cappello a questo immenso progettista da cui mi onoro di avere imparato molto e che sento veramente il desiderio di ringraziare. Le puntate di ringraziamento su A.R. per fare conoscere anche in Italia questo grande del passato saranno tre o quattro (in quanto ho ancora un punto interrogativo sulla possibilità di ascoltare gli SC-III) ad iniziare da questo mese.
Spero di fare cosa gradita a tutti gli appassionati di sonorità.
John Dunlavy
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Massimo